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Comunicazione personale
Purtroppo mi vedo costretto, con molto dispiacere, ad annullare la mia partecipazione alla mostra di Brusaporto.
Negli ultimi giorni ho avuto pesanti disaccordi con l'organizzazione, della
quale io stesso facevo parte, degenerati in scontri tutt'altro che amichevoli,
con una persona in particolare.
Sia l'anno scorso che quest'anno ho lavorato per la riuscita della
manifestazione, cercando di fare del mio meglio, cercando di far crescere
l'evento, di farlo conoscere, di renderlo il piu' possibile fruibile da
qualsiasi tipo di pubblico, di trovare aiuti per l'organizzazione, che spesso
latitava. Purtroppo di diverso orientamento si e' dimostrato questo
organizzatore,
per i quali l'evento deve essere chiuso, sia come organizzazione, che come
pubblico; un ritrovo di amici insomma, piuttosto che un evento culturale, non
ritenendo utile che poteva essere entrambe le cose con minimo dispendio di energie.
Riporto il suo pensiero ...
"Per quanto riguarda me, invece, penso proprio il contrario: che alla fine
queste manifestazioni siano soprattutto per i retroman. I visitatori vengono e
vanno, ad esporre siamo sempre e solo noi. Non ho mai visto nuove leve create da
Vicenza o da Brusaporto (da Varese non so, non sono mai andato). Io non perderei
un minuto per allietare il pomeriggio di un signor nessuno che poi il giorno
dopo e' gia' mille miglia lontano da questo mondo. Non mi interessa fare lobby.
Queste sono manifestazioni per appassionati, secondo me, perche' per
l'appassionato in nuce non sono "l'apritore d'occhi", ma semmai solo
un enzima. Poi sono aperte a tutti perche' non siamo massoni, ma se fosse per me
andrebbe bene anche il contrario."
... ed ancora rispondendo alla mia obiezione: "Brusaporto e' un evento
culturale, non ci hanno dato la sala gratis per farci i cazzi nostri"...
"Incredibile a dirsi, invece, quello che abbiamo fatto l'anno scorso e
quello che faremo quest'anno sono proprio i cazzi nostri. Esattamente come a
Vicenza (per fortuna). Se vuoi farlo diventare un evento culturale sali sul
palco, impugna un microfono ed inizia a discernere di qualche argomento inerente
la storia dell'informatica, per chi vorra' ascoltarti. A Varese mi pare
facessero anche cosi'. Io li' non sono mai stato, ma certamente a qualcuno
piace..."
Ora: ritengo che non sia ammissibile da parte di un organizzatore, pure non
primario nell'organizzazione, avere idee
di questo tipo, non tanto in assoluto, ma relativamente al fatto che la
manifestazione si svolge in una struttura polifunzionale comunale che ci viene
concessa gratuitamente, o meglio, pagata dai contribuenti, da tutti i cittadini
che di fatto sono tra quei visitatori che a qualcuno sembrano superflui, per me
invece costituiscono il vero risultato di una manifestazione di questo tipo: se
saro' riuscito a trasmettere qualcosa della mia passione ad un visitatore, se
magari un visitatore sara' riuscito a raccontarmi la sua storia, le sue
esperienze, allora io tornero' a casa arricchito, e spero anche lui.
Diversamente, ci saremo solo divertiti alle spalle del comune e dei suoi
contribuenti.
Mi spiace per tutti quelli a cui avevo promesso un'incontro, quattro
chiacchere, un aiuto per qualche macchina. Vi chiedo scusa, non e' stata una
decisione a cuor leggero, ma proprio non mi ci trovo in una manifestazione dove
la cultura e l'attenzione per il visitatore, vengono vengano snobbate da uno di
noi a discapito degli sforzi fatti e della nostra immagine.
Alberto Rubinelli
Elia Bellussi
Nota a margine: il fiero guastatore sono io, Daniele Lena. Accetto le
critiche di Alberto, ma non le condivido: entrambi abbiamo estremizzato le
nostre opinioni. Io sarņ comunque alla manifestazione e terrņ conto delle
considerazioni a questo riguardo da parte di chiunque abbia voglia di esprimerle
con garbo.
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