II edizione  Un'abbuffata di retrocomputing per tutti i retroman italiani


Esposizione libera di computers, calcolatori e console di altri tempi, che ripercorre la storia dell'informatizzazione, dalla preistoria ai giorni nostri. Una giornata assieme per vedere, toccare con mano, ascoltare, raccontare ma sopratutto divertirsi.

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Comunicazione personale

Purtroppo mi vedo costretto, con molto dispiacere, ad annullare la mia partecipazione alla mostra di Brusaporto. Negli ultimi giorni ho avuto pesanti disaccordi con l'organizzazione, della quale io stesso facevo parte, degenerati in scontri tutt'altro che amichevoli, con una persona in particolare.

Sia l'anno scorso che quest'anno ho lavorato per la riuscita della manifestazione, cercando di fare del mio meglio, cercando di far crescere l'evento, di farlo conoscere, di renderlo il piu' possibile fruibile da qualsiasi tipo di pubblico, di trovare aiuti per l'organizzazione, che spesso latitava.  Purtroppo di diverso orientamento si e' dimostrato questo organizzatore, per i quali l'evento deve essere chiuso, sia come organizzazione, che come pubblico; un ritrovo di amici insomma, piuttosto che un evento culturale, non ritenendo utile che poteva essere entrambe le cose con minimo dispendio di energie.

Riporto il suo pensiero ...

"Per quanto riguarda me, invece, penso proprio il contrario: che alla fine queste manifestazioni siano soprattutto per i retroman. I visitatori vengono e vanno, ad esporre siamo sempre e solo noi. Non ho mai visto nuove leve create da Vicenza o da Brusaporto (da Varese non so, non sono mai andato). Io non perderei un minuto per allietare il pomeriggio di un signor nessuno che poi il giorno dopo e' gia' mille miglia lontano da questo mondo. Non mi interessa fare lobby. Queste sono manifestazioni per appassionati, secondo me, perche' per l'appassionato in nuce non sono "l'apritore d'occhi", ma semmai solo un enzima. Poi sono aperte a tutti perche' non siamo massoni, ma se fosse per me andrebbe bene anche il contrario."

... ed ancora rispondendo alla mia obiezione: "Brusaporto e' un evento culturale, non ci hanno dato la sala gratis per farci i cazzi nostri"...

"Incredibile a dirsi, invece, quello che abbiamo fatto l'anno scorso e quello che faremo quest'anno sono proprio i cazzi nostri. Esattamente come a Vicenza (per fortuna). Se vuoi farlo diventare un evento culturale sali sul palco, impugna un microfono ed inizia a discernere di qualche argomento inerente la storia dell'informatica, per chi vorra' ascoltarti. A Varese mi pare facessero anche cosi'. Io li' non sono mai stato, ma certamente a qualcuno piace..."

Ora: ritengo che non sia ammissibile da parte di un organizzatore, pure non primario nell'organizzazione, avere idee di questo tipo, non tanto in assoluto, ma relativamente al fatto che la manifestazione si svolge in una struttura polifunzionale comunale che ci viene concessa gratuitamente, o meglio, pagata dai contribuenti, da tutti i cittadini che di fatto sono tra quei visitatori che a qualcuno sembrano superflui, per me invece costituiscono il vero risultato di una manifestazione di questo tipo: se saro' riuscito a trasmettere qualcosa della mia passione ad un visitatore, se magari un visitatore sara' riuscito a raccontarmi la sua storia, le sue esperienze, allora io tornero' a casa arricchito, e spero anche lui. Diversamente, ci saremo solo divertiti alle spalle del comune e dei suoi contribuenti.

Mi spiace per tutti quelli a cui avevo promesso un'incontro, quattro chiacchere, un aiuto per qualche macchina. Vi chiedo scusa, non e' stata una decisione a cuor leggero, ma proprio non mi ci trovo in una manifestazione dove la cultura e l'attenzione per il visitatore, vengono vengano snobbate da uno di noi a discapito degli sforzi fatti e della nostra immagine.

Alberto Rubinelli 
Elia Bellussi

Nota a margine: il fiero guastatore sono io, Daniele Lena. Accetto le critiche di Alberto, ma non le condivido: entrambi abbiamo estremizzato le nostre opinioni. Io sarņ comunque alla manifestazione e terrņ conto delle considerazioni a questo riguardo da parte di chiunque abbia voglia di esprimerle con garbo.